“A scuola senza zaino”

SENZA ZAINO

 

Il movimento “Senza zaino” nasce a Lucca nel 2002 dall’idea del dirigente Marco Orsi di portare nella scuola un rinnovamento pedagogico e organizzativo; coinvolge molti istituti comprensivi e plessi su tutto il territorio nazionale.

I riferimenti sono quelli della pedagogia e della psicologia classica da Dewey a Freinet, da Bruner a Vygotskij, a Gardner. Ma anche autori come Montessori, Don Milani, Don Bosco, Malaguzzi e Morin, opportunamente citati nel documento La Buona Scuola (Miur 2014).

La centratura contestualistica dell’Approccio globale al Curricolo di SZ sottolinea che esiste uno stretto collegamento tanto tra gli aspetti materiali e immateriali dell’attività didattica, quanto tra i l cosa ed il come, cioè tra i contenuti ed i metodi dell’insegnamento. Il “cosa” il collegamento tra i saperi, il “come” sottolinea le attenzioni verso la ricerca, la scelta, il problem –solving.

L’ospitalità, la responsabilità, la comunità sono i valori di riferimento.

Il modello “Senza zaino” prende spunto dalla scelta di eliminare lo zaino e di condividere materiali ed esperienze per indicare la strada di un generale rinnovamento nella scuola, secondo una visione globale e sistemica che vuole promuovere: autonomia, partecipazione e responsabilità.

Si tratta di un nuovo modello di scuola, attraverso il quale si dà spazio alla relazione interpersonale e alla crescita personale e del gruppo, attraverso un sistema organizzato di responsabilità. Il sapere si fonda sull’ esperienza e alunni e docenti sono impegnati a creare un ambiente ricco di stimoli. Il metodo di lavoro si fonda su un approccio globale al curricolo che lega la progettazione della formazione alla progettazione dello spazio. Dalle revisione dello spazio aula si giunge a rivedere i metodi d’insegnamento ,quindi non più solo lezioni frontali; tutta l’esperienza scolastica diventa formativa e promuove : l’autonomia degli alunni che genera competenze, la diversificazione dell’insegnamento che ospita le intelligenze, le potenzialità, le differenze,  la  co-progettazione che rende responsabili docenti e alunni, la cooperazione tra alunni e docenti e tra docenti, l’utilizzo di strumenti didattici che stimolano vari stili di apprendimento e permettono di diversificare l’insegnamento, la  partecipazione attiva dei genitori  e la valutazione che incoraggia i progressi.

Lo spazio aula  viene rinnovato completamente: l ‘aula diventa uno spazio laboratoriale,, con angoli didattici, uno spazio“agorà” per i momenti di confronto e condivisione;si eliminano i banchi monoposto per adottare tavoli attorno ai quali i bambini possono lavorare attuando le pratiche del cooperative learning e  dell’apprendimento   partecipato e condiviso.

Realizzare tutto ciò significa fare della scuola una comunità di ricerca e una grande occasione di crescita.